Baresi, Rivera ricorda il 'Piscinin': 'Avrebbe meritato il Pallone d'Oro'
Il Milan piange la scomparsa di Franco Baresi, ma il ricordo di Gianni Rivera, suo compagno di squadra, riemerge vivido, dipingendo il ritratto di un talento precoce e di un uomo destinato a lasciare un segno indelebile nel mondo del calcio. Un racconto intriso di emozione e nostalgia, che svela aneddoti inediti e sottolinea l'incredibile carriera di un campione.
L'esordio a Verona: un talento che si manifesta
Tutto ebbe inizio il 23 aprile 1978, a Verona, contro l'Hellas. Franco Baresi, diciassette anni e 350 giorni, debuttò in Serie A, affiancando il suo idolo, Gianni Rivera. Un momento che Rivera ricorda con commozione: “Il nostro meraviglioso Piscinin se n’è andato…”. Rivera, con 17 anni in più, aveva visto Baresi solo sulle figurine, poi lo aveva osservato da lontano a Milanello. Un passaggio di testimone generazionale che si concretizzò in un Verona-Milan terminato 1-2, con un'autorete di Bet e un gol su rigore di Buriani. Le pagelle elogiarono Rivera e Baresi, ma fu l'impressione che Baresi diede al suo capitano a lasciare il segno.

Il soprannome 'Piscinin' e il rapporto con Liedholm
Il soprannome “Piscinin” deriva da un episodio curioso: l'Inter lo aveva scartato per la sua stazza, definendolo “un piscinin”. Fortunatamente, Italo Galbiati lo portò al Milan, ma fu Paolo Mariconti, il massaggiatore, a perpetuare il soprannome. Rivera lo ricorda come un “dolcissimo secondo padre” per Franco. Il debutto ufficiale fu opera di Nils Liedholm, che lo schierò in campo dicendogli semplicemente: “Adesso giochi tu”. Baresi rispose con una prestazione impeccabile, dimostrando una sicurezza e una maturità fuori dal comune, nonostante la giovane età.

Rocco e il complimento in dialetto
Anche Nereo Rocco, allenatore del Milan, rimase impressionato dal giovane Baresi. Al termine della partita, scherzando in dialetto, gli disse: “Cio’, mona, te ga zoga’ anca ti?” (Cioè, ragazzo, hai giocato anche tu?). Un complimento che sottolineava la sua serietà e il suo rispetto, qualità che contraddistinguevano Baresi fin da subito.