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Trump al metlife stadium: un affare da mondiale con infantino

Los Angeles, California – Una presenza tanto attesa quanto controversa: Donald Trump sarà al MetLife Stadium il 19 luglio per assistere alla finale dei Mondiali e consegnare il trofeo alla squadra vincitrice. L'annuncio, giunto direttamente da Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha scosso il panorama sportivo, riportando l'attenzione su un evento che, oltre al talento dei giocatori, sembra essere diventato un palcoscenico politico.

Un mondiale a tinte trumpiane

Un mondiale a tinte trumpiane

Questo Mondiale, fin dalle sue prime fasi, ha assunto un'atmosfera peculiare, permeata da un'aura quasi trumpiana. Tra frontiere chiuse, respingimenti e tensioni con l'Iran che si sono riversate persino sul campo da gioco, l'assenza del tycoon newyorkese era stata notata. Ma ora, con Infantino che ammicca sorridendo ai microfoni di Fox & Friends, il quadro si completa: Trump sarà lì, pronto a stringere la mano ai campioni del mondo.

Curioso il fatto che, nonostante l'enorme risonanza dell'evento, Trump non aveva ancora assistito a una partita di questo Mondiale. In quell'occasione, aveva inviato il segretario di Stato Marco Rubio, in rappresentanza dell'amministrazione di Washington, seduto accanto proprio a Infantino. Un gesto che, a quanto pare, non prelude a un cambio di programma.

Lo spettro dei fischi del 2022. Non tutti accoglieranno a braccia aperte la presenza del presidente. Ricordiamo che, l’anno scorso, alla finale del Mondiale per Club, sempre al MetLife Stadium, l’accoglienza riservata a Trump fu tutt'altro che calorosa: un boato di fischi accolse il suo arrivo sul palco, lasciando trasparire un certo fastidio da parte dei giocatori del Chelsea. Sarà diverso questa volta?

La cifra parla chiara: l'interesse mediatico attorno alla presenza di Trump è enorme, e la FIFA, evidentemente, non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione di sfruttare tale popolarità. Ma il rischio di un'ennesima ondata di contestazioni è palpabile. Un evento sportivo trasmutato in vetrina politica, dove il pallone si mescola alla retorica del potere.

Resta da vedere se, stavolta, il pubblico del New Jersey sarà più clemente. Ma una cosa è certa: la finale dei Mondiali si preannuncia un evento carico di tensione, dove lo Sport dovrà fare i conti con le dinamiche della politica internazionale.