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Rugby: eddie jones, il genio controverso che sfida il regolamento (e l'italia)

Tokyo è sull'orlo di una tempesta, non quella meteorologica che ha colpito il Giappone di recente, ma quella causata dalle dichiarazioni incendiarie di Eddie Jones. Il celebre allenatore, squalificato per sei settimane dalla federazione giapponese, non sarà in panchina per le prossime sfide, ma la sua presenza – o meglio, la sua “assenza strategica” – continua a dominare il dibattito.

L'ombra di mourinho e le gaffe che costano care

La squalifica, frutto di commenti ritenuti inappropriati nei confronti degli arbitri durante il tour in Australia della nazionale Under 23, sembra non scalfire la convinzione di Jones di essere un genio incompreso. La sua reazione? Citare Jose Mourinho, il tecnico del Chelsea che, squalificato per una partita di Champions League, si era rifugiato negli spogliatoi, evitando i controlli dell'UEFA. Una strategia, una provocazione, o semplice bisogno di attenzione? Difficile dirlo. Quello che è certo è che Jones sembra incapace di moderare i toni, sfiorando e superando spesso il limite del lecito.

Ma qual è il confine tra un allenatore carismatico e un bullo? La domanda è legittima, soprattutto considerando il suo passato, costellato di successi eclatanti e di scivoloni verbali altrettanto clamorosi. La vittoria del Giappone contro il Sudafrica ai Mondiali del 2015, un evento che ha fatto la storia del rugby, è macchiata dall'eliminazione ai quarti di finale, un risultato che non ha impedito a Jones di dichiarare, con una certa teatralità, il desiderio di diventare come Clive Woodward, “invidia del mondo” e critico impenitente.

Parole che hanno bruciato ponti, da quelle sul Galles (“un piccolo posto di merda”) a quelle sull’Irlanda (“schifosi”), fino al paragone tra Maro Itoje e una “Vauxhall Viva”. Un’escalation di commenti che hanno contribuito a creare un’immagine controversa e polarizzante.

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L'italia nel mirino: un'occasione da non sprecare

Nonostante la squalifica, Jones non ha rinunciato a rilasciare dichiarazioni sulla sfida contro l'Italia del 4 luglio a Tokyo. “Il Giappone sarà la squadra più forte del torneo, tutti vorranno vederci giocare. L'Italia? Ha fatto progressi incredibili, ma per batterli dovremo essere migliori di loro nel gioco senza palla, un'area in cui sono eccezionali”. Un riconoscimento, certo, ma anche un avvertimento.

La federazione giapponese sembra aver tratto una lezione dall'ultimo episodio, imponendo una squalifica severa e lasciando intendere che non tollererà tentativi di elusione. Jones, dal canto suo, si è scusato, ma ha subito aggiunto: “Sto solo scherzando”. Un modo per minimizzare la gravità della situazione, ma anche per mantenere alta la tensione e attirare su di sé l'attenzione.

L’Italia, guidata da Gonzalo Quesada, dovrà affrontare una squadra giapponese carica di orgoglio e determinazione, ma anche un avversario imprevedibile, capace di gesti eclatanti e di dichiarazioni provocatorie. La partita si preannuncia, dunque, come un banco di prova importante per gli azzurri, chiamati a dimostrare di essere in grado di competere ad armi pari con una delle squadre più in forma del mondo.

La storia di Eddie Jones è quella di un uomo capace di raggiungere vette straordinarie, ma anche di precipitare in abissi di polemiche. Un genio indiscusso, certo, ma anche un personaggio controverso, destinato a rimanere impresso nella memoria del rugby per le sue gesta in campo e per le sue gaffe fuori dal campo. Resta da vedere se, dopo questa squalifica, saprà reinventarsi e tornare a essere il leader carismatico di un tempo, oppure se continuerà a essere visto come un elemento di disturbo, un fuoco fatuo destinato a bruciare tutto ciò che lo circonda.