Mondiali, lo show a pagamento che offende il calcio: messi e djokovic sugli spalti!
New York, un palcoscenico di intrattenimento più che di Sport. In un gesto che rasenta la profanazione di una tradizione calcistica, la FIFA ha trasformato la conferenza stampa pre-partita in un evento a pagamento, un vero e proprio 'half-time show' tra le due finaliste. Un’operazione commerciale che ha lasciato l'amaro in bocca a molti, soprattutto ai tifosi che si sono ritrovati esclusi da un momento che dovrebbe essere sacro.

Un auditorium gremito di vip, i tifosi fuori
Dimenticate le sale stampa tradizionali, quelle stipate di giornalisti e illuminate dalla passione dei tifosi. Qui, al Javits Center di Manhattan, l'atmosfera era quella di un concerto rock. Centinaia di persone, pagando circa 70 euro a testa, si sono riversate nell’auditorium, munite di smartphone pronti a immortalare ogni istante. I tifosi, quelli veri, quelli che hanno sudato la maglia e comprato i biglietti per la finale, sono stati relegati in un'altra sala, a guardare il tutto da lontano, con un misto di rabbia e delusione.
La gestione è stata, per usare un eufemismo, caotica. Le denunce da parte della stampa inglese avevano predetto la possibilità di vendere biglietti per le conferenze stampa, ma nessuno si aspettava un simile spettacolo. La presenza di Rio Ferdinand e Kevin Hart a fare da maestri di cerimonia, unita all'apparizione di personalità del calibro di Novak Djokovic, Tom Brady e Kevin Durant, ha trasformato l’evento in una kermesse di star, lontana anni luce dalla sostanza del calcio.
Djokovic, Brady e Durant hanno posto domande ai giocatori, un'assurdità che ha fatto storcere il naso a molti osservatori. Rodri e Luis De la Fuente hanno affrontato la stampa in modo classico, per poi ritrovarsi catapultati in questo surreale scenario. De la Fuente, visibilmente contrariato, ha lamentato il “poco rispetto” mostrato dal pubblico, focalizzato unicamente su Messi.
E proprio Messi, il protagonista indiscusso di questa Coppa del Mondo, ha risposto alle domande solo durante l'evento a pagamento, alimentando ulteriormente la polemica. Scaloni e il ‘Dibu’ Martinez, in ritardo di quarantacinque minuti, hanno infine raggiunto la conferenza stampa tradizionale, un gesto che ha amplificato la sensazione di un calcio sempre più sottomesso al business.
La FIFA sta cambiando il calcio, trasformandolo in un prodotto di intrattenimento di massa, dove il profitto sembra prevalere sulla passione e sulla tradizione. Chissà cosa ne avrebbe pensato Diego Armando Maradona, un uomo che aveva già anticipato le pause idratative a scopo di lucro americane, un precursore di questa deriva commerciale.
Manca ancora l’half-time show della finale di domenica, ma la sensazione è che la ciliegina sulla torta, quella che sancirebbe la definitiva trasformazione del calcio in uno spettacolo, sia ormai imminente. Il calcio è morto, lunga vita al business.