Italia-Serbia: le strategie per limitare Jokic, rivela Recalcati
Come fermare Nikola Jokic? “Non si ferma”, ma si può battere. Il miglior giocatore al mondo, probabilmente, è a Pesaro (tutto esaurito) con la sua Serbia, avversario azzurro nella seconda partita della seconda fase delle qualificazioni mondiali. Una missione ai limiti dell’impossibile, ma l’Italia ha già dimostrato di saperlo fare.
Il piano anti-Jokic rivelato da Recalcati
“Non puoi pensare di fermarlo. Ma lo puoi limitare”, dice Carlo Recalcati, ct delle ultime medaglie azzurre, bronzo europeo 2003 e argento olimpico 2004. Ricorda Recalcati: “Avevamo appena usato un piano simile contro Antetokounmpo: giocatori diversi, ma entrambi dinamici. E siccome portano spesso palla, il primo input era quello di proibire la transizione: appena perdi il possesso, i cinque giocatori devono subito schizzare dietro la linea della palla così gli avversari trovano la difesa schierata”.
“E poi lo devi attaccare”, continua Recalcati. “Melli lo sa benissimo, allora fece proprio così: finì con 18 tiri, normalmente ne fa non dico in tre partite o comunque in due, non è nella sua indole, ma è necessario per impegnarlo”.
Ancora: “E poi devi forzarlo a perdere dei palloni. Comunque devi raddoppiarlo, soprattutto quando mette palla a terra. E di riflesso in attacco devi essere meglio di loro: devi cercare di tirare con percentuali migliori, e ci fu una prestazione super da parte di Spissu (22 punti con 6 triple, ndr) e perdere pochi palloni, come riuscimmo a fare in quella partita, per pareggiare il fatto che prevedibilmente avranno la meglio a rimbalzo, per la maggiore fisicità”.

Un approccio completo
Recalcati sottolinea l'importanza di non focalizzarsi su una sola strategia: “Non puoi fargli fare una cosa sola. Non puoi partire pensando di lasciar giocare solo…”.