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Inghilterra-messico: tempesta e storia allo stadio azteca

Il cielo di Città del Messico ruggisce, e non solo per l'attesa sfida tra Inghilterra e Messico. Una tempesta di fulmini ha costretto alla chiusura dei cancelli dello Stadio Azteca, con un ritardo di tre ore e mezza all'inizio del match valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Un inizio da incubo, ma il calcio, si sa, è capace di sorprese.

Il ritorno al posto del

Il ritorno al posto del 'golpe'

Quarant'anni dopo la partita che ha consegnato a Diego Maradona il titolo di 'dios' grazie alla fumosa 'Mano de Dios', l'Inghilterra torna a calcare il manto erboso dello Stadio Azteca. Un peso storico sulle spalle dei Tre Leoni, desiderosi di scrollarsi di dosso un'attesa di 60 anni per un trofeo importante. La squadra di Tuchel, schierata con un 4-2-3-1 guidato dal capitano Kane, dovrà affrontare una sfida non solo tattica, ma anche ambientale: l'altitudine, a 2.240 metri sul livello del mare, rappresenta un avversario insidioso.

Il Messico, dal canto suo, si presenta all'appuntamento in forma smagliante. Quattro vittorie su quattro in casa, un record che parla di una squadra solida e motivata. La vittoria per 2-0 contro l'Ecuador ha sancito il primo successo a eliminazione diretta ai Mondiali dopo ben 40 anni, e l'atmosfera allo Stadio Azteca è carica di un'energia palpabile. Aguirre schiera il suo Messico con un 4-3-3 aggressivo, puntando sulla velocità delle sue punte per mettere in difficoltà la retroguardia inglese.

L'arbitraggio è affidato all'australiano Faghani, con un team VAR internazionale pronto a intervenire in caso di necessità. Il tabellone indica un percorso gemello: la vincente di questo ottavo di finale affronterà Brasile o Norvegia nei quarti. La diretta televisiva sarà trasmessa su Dazn, mentre Gazzetta.it offrirà la diretta testuale per chi non potrà seguire l'incontro in televisione.

L'Inghilterra arriva da una vittoria sofferta contro la Repubblica Democratica del Congo, decisa da una doppietta di Kane nel finale. Ma questa sera, contro un Messico galvanizzato e supportato da un pubblico infervorato, la sfida si preannuncia ben più complessa. La partita non sarà solo una resa dei conti calcistica, ma un vero e proprio scontro di culture e di passioni.

La pioggia, intanto, continua a cadere su Città del Messico. Ma il calcio, come diceva qualcuno, è più forte della sfortuna. E stasera, allo Stadio Azteca, si scatenerà una battaglia senza esclusione di colpi.