Guardiola: 'il dubbio del 11vs11 mi tormenta, ma il city è destinato a vincere'
Manchester – La sconfitta contro il Real Madrid negli ottavi di Champions League lascia un retrogusto amaro in casa Manchester City, ma Pep Guardiola non si arrende. Piuttosto, sembra ossessionato da un 'what if': come avrebbe reagito la sua squadra in parità numerica, dopo l'espulsione di Bernardo Silva che ha compromesso irrimediabilmente la rimonta?
L'ombra del 'what if'
Le parole di Guardiola, a fine partita, tradiscono un'incredulità palpabile. “Adoro come abbiamo giocato, mi sarebbe piaciuto scoprire come sarebbe andata in 11 contro 11,” ha confessato, con una voce resa roca da un presunto raffreddore e dalla frustrazione. Il 3-0 dell'andata aveva illuso i tifosi, ma l'espulsione di Bernardo Silva ha spento ogni speranza, lasciando il City in inferiorità numerica per oltre 75 minuti di una partita che, altrimenti, avrebbe potuto avere un altro esito.
“Il Real Madrid è una squadra straordinaria, punisce spietatamente ogni errore,” ha aggiunto Guardiola, riconoscendo la superiorità dei Blancos. Ma il vero tormento sembra risiedere nella consapevolezza di aver perso l'opportunità di testare una diversa dinamica di gioco, una sfida che lo ossessiona, come lui stesso ammette: “Me lo porterò nel sonno.”

Il futuro è brillante, ma il city deve crescere
Nonostante la delusione, Guardiola guarda al futuro con ottimismo. “Il futuro di questa squadra è brillante e la prossima stagione torneremo ancora più forti,” ha dichiarato con convinzione. Ma non si illude: il City non è ancora una squadra “completa”, come lo erano in passato, e necessita di maggiore cinismo e di giocatori pronti a fare il salto di qualità. “Dobbiamo essere più cinici, i nostri giocatori devono fare esperienza,” ha sottolineato.
L'allenatore spagnolo, intercettato dai microfoni, ha risposto con una punta di ironia alle domande sulla sua possibile partenza: “Perché la gente vuole sempre licenziarmi? Un giorno o l'altro verrò qui a salutarvi, ma dirò sempre noi parlando del Manchester City come lo dico di Barcellona o Bayern Monaco.”
L'ambizione di Guardiola è chiara: elevare il City al livello del Real Madrid, un club abituato a vincere la Champions League. “Mi piacerebbe arrivare a un punto in cui questo club avesse le stesse aspettative del Real Madrid, e cioè che quando non vinci la Champions è un fallimento,” ha concluso, lanciando una sfida ambiziosa per il futuro. E mentre domenica si giocherà la finale di Carabao Cup contro l'Arsenal, Guardiola e il City sono già proiettati verso una nuova stagione, con l'obiettivo di cancellare l'amara sconfitta e conquistare l'Europa che tanto desiderano.
