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Finn, il ciclismo italiano ha un nuovo erede: 'sto imparando'

Daghè. È la parola che risuona a Salto, frazione di Avegno, sopra Recco, e che racchiude l'essenza di Lorenzo Mark Finn, il giovane ciclista che sta infiammando il panorama internazionale. A soli 22 anni, Finn non è solo un talento emergente, ma una promessa concreta per il ciclismo italiano, assetato di nuove glorie dopo le gesta di Vincenzo Nibali.

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L'asfalto che sussurra un nome

La storia di Finn inizia proprio lì, su un tratto di asfalto dove qualcuno ha scritto “Daghè”. Un’esortazione, un incitamento a spingere al massimo, un motto che rispecchia perfettamente la grinta e la determinazione del ragazzo. Cresciuto in un ambiente bilingue, figlio di una madre ligure e di un padre inglese di Sheffield, Lorenzo ha saputo fondere le influenze culturali, diventando un atleta completo e poliedrico.

Chiara, sua madre, lo descrive come “tranquillo, determinato, onesto”, mentre Peter, il padre, ricorda con affetto i viaggi a Sheffield per vedere le partite del calcio e la passione per il Genoa, che ancora oggi arde nel cuore del giovane ciclista. Il calcio e il tennis sono stati i primi amori di Lorenzo, ma è il ciclismo a consacrarlo, portandolo a conquistare il titolo di campione del mondo junior nel 2024 a Zurigo e, un anno dopo, l'oro Under 23 a Kigali, in Ruanda, un’impresa riuscita solo allo sloveno Matej Mohoric prima di lui.

La Red Bull e l'attesa strategica. Finn fa parte del prestigioso vivaio della Red Bull, un team che ha sapientemente deciso di non affrettare i tempi, rimandando il salto nel World Tour al 2027. Questa scelta strategica gli permette di continuare a misurarsi con i pari età e di acquisire esperienza in corse tra i grandi, come la Giro Next Gen e il Tour l’Avenir. La maglia arcobaleno, conquistata a Kigali, gli conferisce un prestigio aggiunto e lo rende uno dei ciclisti più attesi del futuro.

“Non sarà un secondo Nibali, ma il primo Finn”, afferma John Wakefield, il suo coach sudafricano, sottolineando come i paragoni siano fuorvianti. Lorenzo è un diamante grezzo, un talento genuino che ha tutte le carte in regola per rendere l'Italia orgogliosa. La sua ascesa è rapida, costante, e lascia presagire grandi cose per il futuro. La strada è ancora lunga, ma il talento è innegabile e la passione brucia dentro di lui, alimentata da quella parola incisa sull'asfalto: Daghè.