Coppa d'africa: il rigore, la proposta incredibile e il senegal sconvolto
Rabat, 18 marzo 2026 – Una coppa africana che è finita tra le polemiche e un ricorso che ha riscritto la storia. Due mesi dopo l'epica finale tra Senegal e Marocco, la Caf ha deciso di assegnare il titolo al Marocco a tavolino, scatenando un putiferio e mettendo a serio repentaglio la credibilità del movimento calcistico continentale. Ma cosa è successo veramente quella sera al Prince Moulay Abdellah Stadium?
Un recupero da farsa e un penalty contestato
La partita, ferma sullo 0-0, era giunta agli ultimi istanti di recupero. Otto minuti di recupero concessi dall'arbitro, Jean-Jacques Ndala, che avevano illuso il Senegal con la rete di Gueye, prontamente annullata per un fallo precedente su Hakimi. Poi, al 98', l'angolo decisivo: Brahim Diaz viene strattonato in area e l'arbitro, dopo un'on field review, fischia il penalty. Un rigore a dir poco dubbio, che ha acceso gli animi e portato i senegalesi ad abbandonare il campo in segno di protesta.
La tensione era palpabile. I giocatori senegalesi, sentendosi derubati, si rifiutano di tirare il rigore. È Sadio Manè a convincere i compagni a rientrare in campo per disputare gli ultimi istanti di gioco, ma le proteste non si placano e l'arbitro, accompagnato dal tecnico del Marocco Regragui, si trova a gestire una situazione caotica.

L'asciugamano, la magia nera e il caos in panchina
Nei supplementari, il Senegal passa in vantaggio con Gueye, ma la partita continua a essere segnata da episodi surreali. Mentre il gioco è fermo per soccorrere il giocatore marocchino El Aynaoui, infortunato, Hakimi viene provocato dai tifosi a rubare l’asciugamano bianco di Mendy. Lui lo fa, gettandolo dietro i cartelloni pubblicitari. Yehvann Diouf, portiere di riserva, interviene con un asciugamano blu, per poi essere ostacolato da Saibari. Un vero e proprio balletto attorno a un pezzo di spugna, considerato un potente amuleto, un retaggio di pratiche magiche ancora molto presenti nel calcio africano.

Due mesi dopo: la caf ribalta tutto
E poi, il colpo di scena: due mesi dopo, la Caf accoglie il ricorso del Marocco, assegnando la Coppa d'Africa al paese nordafricano con un risultato a tavolino di 3-0. Una decisione che ha lasciato sgomenti Senegal e l'intera comunità calcistica africana. Come avranno reagito Diaz e Hakimi, sapendo di aver partecipato a una finale che, di fatto, è stata decisa in un ufficio?
La coppa, dunque, è andata al Marocco, ma il sapore è amaro. Un epilogo che lascia l'amaro in bocca, un macchia indelebile su una competizione che avrebbe dovuto celebrare lo Sport e l'unità del continente. Unica in Africa, purtroppo.
