Casemiro: da mito a paria, poi il ritorno incredibile con il giappone
Morristown, Stati Uniti – Il nome Casemiro evoca ancora le immagini di un centrocampista inarrestabile, il 'pivote' che ha incarnato la forza e l'intelligenza tattica del Real Madrid. Ma la parabola del brasiliano, ora al Manchester United, sembra aver subito una brusca involuzione. A 34 anni, un rendimento in calo, un pubblico sempre più critico e un’assenza inattesa dalla nazionale giapponese – a dispetto delle sue prestazioni – narrano una storia di declino. Eppure, un inaspettato atto di fede da parte del Re Carlo ha cambiato le carte in tavola.

L'ombra del passato: un'epoca di dominio incontrastato
Chi ha avuto la fortuna di assistere alle gesta di Casemiro tra il 2013 e il 2022, sa bene di cosa si sta parlando. Incastonato tra Modric e Kroos, formava un trio di centrocampo capace di dettare legge in ogni competizione. Il suo arrivo in Europa aveva scosso l'immaginario iberico, mettendo in discussione la quasi inattaccabile superiorità tattica e tecnica del trio Xavi-Busquets-Iniesta. Cinque Champions League conquistate, una mentalità vincente forgiata nel fuoco delle battaglie più importanti: Casemiro era, senza ombra di dubbio, il miglior mediano del pianeta.
Ma il tempo, inesorabile, ha iniziato a lasciare il segno. Il passaggio al Manchester United non si è rivelato il successo sperato, con un rendimento altalenante e difficoltà ad adattarsi a un nuovo campionato e a una nuova filosofia di gioco. La fiducia dei tifosi, un tempo incondizionata, si è incrinata, sfociando in un vero e proprio scaricamento di responsabilità. La mancata convocazione per la nazionale giapponese, un’assenza sorprendente e apparentemente ingiustificata, ha aggiunto un altro tassello a questo quadro di disillusione.
Eppure, Re Carlo – un riferimento al suo legame profondo con il club inglese – ha creduto in lui. Ha insistito per la sua presenza, convinto che l'esperienza e la leadership di Casemiro fossero ancora fondamentali per la squadra. E ora, per celebrare questo inaspettato ritorno in nazionale, lo chiameremo