Berrettini e cobolli: l'italia sogna a wimbledon, tra sorrisi e frecciatine
Il Centrale di Wimbledon ha visto un’Italia inarrestabile, veemente, carica di talento e di quell’ironia che rende questo Sport unico. Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, a loro modo, hanno conquistato il pubblico londinese, spingendosi verso il terzo turno e alimentando la speranza di un’impresa che, qualche settimana fa, sembrava lontana anni luce.
Berrettini: un cammino di risalita e di consapevolezza
La vittoria su Fils, il numero 20 al mondo, non è stata semplice, ma Berrettini l’ha interpretata con una maturità che sorprende. “È stata una partita da top ten”, ha ammesso il romano, che ha superato il francese in tre ore e 51’ di gioco, dimostrando di aver metabolizzato le difficoltà fisiche che lo hanno tormentato negli ultimi mesi. Non più ossessionato dalla necessità di essere al 100%, Berrettini sembra aver trovato un equilibrio interiore che gli permette di esprimere il suo miglior tennis, anche quando non si sente al top della forma. Un percorso di accettazione che lo ha portato, dopo un inizio di stagione difficile, a raggiungere i quarti del Roland Garros e ora a Wimbledon, dove ritrova il piacere di competere, di emozionarsi e di regalare emozioni al pubblico.
Il prossimo avversario sarà Grigor Dimitrov, un osso duro che Berrettini conosce bene. I precedenti sono in equilibrio, ma il romano è determinato a cambiare la tendenza, forte del ritrovato feeling con la racchetta e con il campo.

Cobolli: nervosismo, talento e una promessa mantenuta
Flavio Cobolli, invece, ha esibito un lato più passionale, quasi scontroso, durante la partita contro Duckworth. Le discussioni con l’arbitro, le imprecazioni sussurrate, il nervosismo palpabile: tutto parte di un’esplosività che, però, sembra paradossalmente carburare il suo gioco. “Lì per lì dici cose che magari neanche pensi, ma questo sono io che mi incazzo, con me stesso e con mio padre”, ha confessato il giovane tennista, con un sorriso autoironico. Il tie-break vinto contro Duckworth, e il successivo dominio nel quarto set, testimoniano una resilienza mentale che lo rende un avversario temibile.
Il prossimo ostacolo è Khachanov, contro il quale Cobolli ha già perso l’unico precedente. Ma il tennista italiano non si lascia intimidire, scherzando sulla possibilità di averlo già “mandato a…” durante un bagno di ghiaccio. La sua ambizione è chiara: confermare il suo valore, dopo la finale al Roland Garros, e conquistare un posto sempre più luminoso nel panorama tennistico mondiale. La Curva Sud della Roma, che lo sostiene con passione, lo aspetta, ma intanto Cobolli si gode i riflettori di Wimbledon, meritati e guadagnati con il suo talento e la sua grinta.