Azzurri, l'italia si rinnova: mancini e ranieri al timone
Il terremoto in Federcalcio si è placato con una scossa di nomi illustri: Roberto Mancini è il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, affiancato da Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia. Una scelta che, a detta del Presidente federale Giovanni Malagò, è frutto di un’attenta valutazione, ma che ha lasciato strascichi e sollevato non poche perplessità.
L'addio a pirlo e le ripercussioni
Il fulcro della tempesta è stato l’addio di Andrea Pirlo, legato a un rapporto “di opportunità” con la Russia, come dichiarato da Malagò, che si assume la piena responsabilità della decisione. Questo ha innescato una reazione a catena che ha visto l’uscita di scena di Paolo Maldini e Leonardo, figure chiave nella precedente gestione. La Federazione, inaspettatamente, si è ritrovata a dover ricostruire il progetto azzurro in tempi brevissimi.

La scelta di mancini: tra scetticismo e speranze
La nomina di Mancini è stata presentata come la soluzione migliore, ma non è priva di ombre. Il suo addio fulminante al campionato arabico, con la promessa di ingaggi faraonici, non è stato dimenticato dai tifosi. Un sondaggio sul nostro sito ha rivelato che l’86% degli utenti ritiene che quell’abbandono lo renda inadatto a guidare la Nazionale. Malagò, consapevole del malcontento, ha sottolineato l’importanza delle scuse già presentate da Mancini e la sua sensibilità verso le dinamiche di budget della Federazione.
L'ingaggio di Mancini è fissato a poco meno di 2 milioni di euro all'anno più bonus, mentre Ranieri percepirà circa 500 mila euro a stagione, esclusi i premi. Un investimento importante, ma giustificato dalla volontà di riportare l’Italia al Mondiale nel 2030 e di gettare le basi per un futuro di successi.

Il progetto a due velocità e il ruolo di ranieri
Malagò ha delineato un progetto a due velocità: immediata, con Mancini chiamato a preparare la squadra per la Nations League con sole due sedute di allenamento, e a lungo termine, con un focus sui giovani talenti italiani, con l’obiettivo di creare una squadra competitiva per l’Europeo in casa del 2032. Ranieri avrà un ruolo chiave in questo processo, supervisionando le nazionali giovanili e collaborando con Maurizio Viscidi.
Entro la fine della settimana, Malagò promette l’annuncio di una terza figura dirigenziale, un ruolo simile a quello che in passato hanno ricoperto Riva e Buffon, per garantire una maggiore attenzione allo sviluppo dei giovani calciatori. Tra i nomi che circolano spiccano Gianfranco Zola e Beppe Bergomi.
Il cammino è arduo, ma la Federcalcio ha scommesso su un binomio di esperienza e ambizione per ridare lustro alla maglia azzurra. Resta da vedere se Mancini e Ranieri sapranno trasformare le aspettative in risultati concreti e riconquistare la fiducia di un pubblico ancora scettico.