Tour de corse 1986: il giorno in cui il rally perse la sua anima
Il 2 maggio 1986. Una data che ancora oggi fa rabbrividire gli appassionati di rally, un giorno nero inciso a fuoco nella memoria di chi ha vissuto quell'epoca. Non solo per la tragica scomparsa di Henri Toivonen e Sergio Cresto, ma anche perché segnò la fine di un'era, la fine delle mostruose Gruppo B, vetture da competizione spinte al limite dell'incontrollabile.
Un venerdì fatale sulle strade della corsica
Erano le 14:58 quando la Lancia Delta S4, guidata dal finlandese Henri Toivonen e con Sergio Cresto al suo fianco come navigatore, esce di strada durante la quindicesima prova speciale del Tour de Corse. L'impatto contro un albero, a tre metri sotto il piano stradale, è violentissimo. Il serbatoio del carburante si rompe, le fiamme avvolgono la vettura in pochi istanti. Non c'è scampo per i due campioni.
Toivonen, 29 anni, figlio d'arte (il padre Pauli aveva collezionato successi al 1000 Laghi, al Monte Carlo, a San Remo e all'Acropoli) e già trionfatore in tre rally mondiali, e Cresto, 30 anni, navigatore di grande esperienza, capace di affiancare piloti del calibro di Jean-Claude Andruet e Andrea Zanussi, conquistando il titolo europeo nel 1984, se ne vanno per sempre. La notizia sconvolge il mondo del motorsport.
Le cause dell'incidente sono ancora oggi oggetto di dibattito. Alcuni parlano di un errore di guida o di navigazione, altri di un malore improvviso di Toivonen, debilitato da una forma influenzale. Il fratello di Henri, Harri, ha attribuito la responsabilità a un blocco a fondo corsa del pedale dell'acceleratore, un difetto che si sarebbe manifestato anche in altre occasioni. Altri ancora indicano problemi ai freni o alle sospensioni.
Curiosamente, al momento dell'incidente, Toivonen era in testa alla classifica con un ampio margine, quasi tre minuti di vantaggio sul francese Saby con la Peugeot 205 T16, quindi non aveva alcuna necessità di spingere al limite. Le indagini successive non portarono a conclusioni definitive, lasciando un velo di mistero attorno alla tragedia.

La fine di un'era: l'addio alle gruppo b
La scomparsa di Toivonen e Cresto ebbe un impatto immediato sul mondo dei rally. La Lancia ritirò immediatamente le altre Delta S4 in gara, guidate da Alen e Biasion, e il Tour de Corse venne vinto da Bruno Saby. Ma il vero terremoto arrivò pochi giorni dopo, con l'annuncio del presidente della FISA, Jean Marie Balestre, di un drastico ridimensionamento delle vetture da rally per la stagione in corso e l'introduzione, a partire dall'anno successivo, del Gruppo A, riservato a vetture prodotte in serie in almeno 5.000 esemplari, con una potenza massima di circa 300 Cv, la metà di quella delle Gruppo B.
Le Gruppo B, con la loro potenza e velocità incontrollabili, erano diventate troppo pericolose. La tragedia della Corsica fu la goccia che fece traboccare il vaso, costringendo la Federazione a prendere una decisione drastica per garantire la sicurezza dei piloti e dei navigatori. Un atto di responsabilità, ma anche la fine di un'epoca di rally all'insegna dell'eccesso e dell'innovazione tecnologica.
Quel 2 maggio 1986, il mondo del rally non perse solo due talentuosi piloti, ma anche un pezzo della sua anima, un'epoca di corse selvagge e spettacolari, che non tornerà più.
