Paolini: "se necessario, boicottiamo gli slam"
Roma, un ritorno alle origini per Jasmine Paolini, ma anche un campanello d'allarme per il futuro del tennis femminile. La campionessa italiana, reduce da un periodo di alti e bassi, ha rilasciato dichiarazioni fiume agli Internazionali del Foro Italico, toccando temi scottanti come la distribuzione dei montepremi e la possibile reazione delle giocatrici di fronte a un sistema percepito come ingiusto.
La gioia del trionfo e l'ombra della pressione
Il Foro Italico è un luogo carico di ricordi per Paolini, teatro della sua straordinaria doppietta dello scorso anno. “È stato bello, forse mi sono resa davvero conto di quello che ho fatto”, ha confessato la numero otto al mondo, visibilmente emozionata. Ma la gioia del 2025 si scontra con la pressione di dover difendere un titolo e gestire le aspettative. “Cerco di non mettermene troppa addosso, di vivere giorno per giorno”, ha spiegato, consapevole che la strada per il successo è costellata di sfide.

La rivolta delle giocatrici: un boicottaggio possibile?
La vera bomba è esplosa quando Paolini ha affrontato il tema dei montepremi agli Slam. “Chiediamo semplicemente una migliore distribuzione dei guadagni”, ha affermato con fermezza. “Non si tratta solo di avere assegni più sostanziosi, ma di garantire un welfare adeguato per le giocatrici, che include pensioni e maternità, aspetti in cui gli Slam sono decisamente indietro rispetto all’ATP e alla WTA.” La numero uno al mondo, Aryna Sabalenka, ha aperto la possibilità di un boicottaggio, e Paolini non ha escluso questa opzione: “Penso che il boicottaggio non sia da escludere, perché finalmente siamo tutti uniti e andiamo nella stessa direzione.” Una presa di posizione netta, che testimonia la crescente frustrazione delle tenniste nei confronti di un sistema che le considera, a loro avviso, poco valorizzate.

Il rapporto con errani: un’alleata preziosa
Un altro elemento chiave del percorso di Paolini è l'arrivo di Sara Errani nel suo team, non solo come compagna di doppio, ma anche come coach. “È stato un anno particolare, di crescita e consapevolezza”, ha rivelato la campionessa. “Sara è ammirevole per la sua passione infinita per il tennis, la sua dedizione. Mi ha aiutato a capire meglio alcune situazioni che mi accadevano in campo.” Un rapporto di fiducia e confronto, che sta contribuendo a rafforzare il gioco di Paolini.

Sinner, un esempio per il tennis italiano
Infine, un pensiero per Jannik Sinner, “un giocatore e una persona straordinaria”, capace di raggiungere risultati “quasi non riescono a essere commentati”. La sua presenza è un’iniezione di orgoglio per il movimento tennistico italiano, e un esempio per le nuove generazioni.
La determinazione di Paolini, unita alla spinta di Sinner, dipinge un futuro promettente per il tennis italiano, ma non senza una dura battaglia per ottenere il giusto riconoscimento sul circuito mondiale.